La sfida educativa contro le disuguaglianze e la violenza di genere

 

slideLugano, 22 novembre 2012

La UPF-Ticino in occasione del 25 novembre designato dall’ONU come la "Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne" ha organizzato una serata con il contributo di tre illustri relatori.

Giuseppe Termine ha introdotto il tema della serata:

Buonasera a tutti, grazie per avere accettato il nostro invito a questa serata, il cui scopo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla piaga della violenza di genere, e la violenza nei confronti delle donne.

Il segretario generale dell'Onu Ban ki-Moon, ha lanciato un appello alla comunità internazionale, e in particolare ai giovani, affinché questi attori, scendano in campo contro la violenza sulle donne. Ban ki-Moon, ha invitato i governi e gli organismi internazionali, a concentrare le energie, le idee e lo spirito d’iniziativa dei giovani, per cercare di mettere fine a questa pandemia, sottolineando, "E' una piaga inaccettabile che colpisce tutto il mondo, e soprattutto, i paesi in via di sviluppo che si trovano in situazioni di conflitto".

Come ONG abbiamo raccolto l’invito dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che ha designato il 25 novembre come la "Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne". 
La conferenza di questa sera, esprime la volontà di sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tema.
La violenza contro le donne è un problema devastante. Spesso la paura impedisce alle donne di chiedere assistenza. In nessun Paese del mondo le donne sono al sicuro da questo genere di violenza. Oggi sembra quasi una banalità ripetere i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, le cui statistiche sono scioccanti: 2 milioni - le bambine che ogni anno subiscono mutilazioni genitali "Le Infibulazioni". Milioni di spose bambine. Le cronache sono piene di donne vittime di stalking - termine inglese per indicare una persecuzione ossessiva. In Afghanistan, come in molti altri Paesi arabi e del Terzo Mondo, le donne vivono in condizioni di assoluta sottomissione e di assenza di diritti civili. Anche in Occidente, però, dove la situazione è certamente migliore, i dati delle violenze sulle donne non sono per niente confortanti. In Italia per esempio, le violenze domestiche nel 62,4% dei casi, avvengono in presenza dei figli (dati Istat).

Siamo qui questa sera per contribuire alla costruzione di una civiltà, basata sul rispetto verso la donna. L’universo femminile è straordinario, esso ha molti volti: è figlia, sorella, amica, sposa, madre, nonna è molto altro. "La donna è l'altra metà del cielo" con questa sintesi perfetta, Mao Tze-tung definì la donna. Chissà, se veramente, nel pronunciarla, era consapevole del realismo e della compiutezza di una simile definizione. È significativo vedere le donne come una parte di cielo, ma allo stesso tempo sono un universo a sé stante, che sta attorno alla terra, vicino alla terra, si mescola alla terra, ed è inesauribile nelle sue risorse. Lascio la parola ai relatori.


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Katia Trinca Colonel

Giornalista presso il "Corriere di Como" e co-direttore della rivista "Genio Donna", una pubblicazione finanziata dalla Comunità Europea che si occupa di pari opportunità e divulgazione dei problemi delle donne.

Laureata in filosofia all’Università Statale di Milano, svolge attività di divulgazione culturale per l’emittente comasca "Espansione Tv" ha fondato a Como, insieme a tre amiche, l’associazione no profit "Donne per le donne".

Ha parlato su "La violenza sulle donne e il silenzio degli uomini. Comunicare il dolore per ritrovare un dialogo"


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Sonny Buletti

Responsabile della Casa delle donne di Lugano. Di formazione docente ed educatrice, dal 1985 lavora per l'Associazione Consultorio delle donne.

Come rappresentante delle Case per le donne partecipa alla Commissione permanente e pluridisciplinare del Consiglio di Stato nell'ambito della violenza domestica.

Ha parlato a nome delle Case delle donne e dell’esperienza di questi 20 e più anni, spiegando anche cosa c’è in Ticino.


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Mauro Sarasso

Genitore di quattro figli, con il sostegno della consorte coreana, è da sempre impegnato nel mondo della scuola e del volontariato sociale. Vice presidente della UPF-Ticino è coordinatore del Tavolo genitori dell’ASVA in provincia di Varese e presidente della Consulta ai Servizi Sociali del Comune di Malnate.

In campo internazionale si occupa di far conoscere la cultura coreana e la necessità della riunificazione di quella terra, attraverso l’Associazione per l’Amicizia Italia-Korea da lui fondata. E’ inoltre socio fondatore della Associazione per l’Amicizia Italia-Birmania che da anni si adopera per la liberazione dei prigionieri politici e per progetti umanitari.

Il tema del suo intervento è stato:"La sfida educativa per un cambiamento culturale"