Essere nonni: sapersi mettere in posizione di ascolto e riformulare, dove necessario, i ruoli

 

foto serata Breganzona, 24 novembre 2010,

Intervento del Dott. René Lehmann alla serata dedicata al ruolo dei nonni.

 

Grazie per l'invito, grazie a voi per essere venuti.

Care nonne, cari nonni, cari nipoti, il mio tema lo riformulo un pochino: diventare nonni e vorrei sollevare due punti: saper mettersi in posizione di ascolto e riformulare dove necessario i ruoli in una società che cambia velocemente.

I nonni dovrebbero avere maggiore esperienza in questo loro ruolo avendo un accumulo di esperienza di vita e conoscenza di interazione umana e comunque come importanti e urgenti strumenti di trasmissione di valori, cioè ruolo di complemento ma un ruolo eccezionalmente importante, forse mai come ai nostri tempi.

Vorrei parlare dei nonni che sono già nonni e dei nonni che devono ancora diventarlo, cioè come diventare nonni. Non si deve essere nonni per comportarsi da nuovi nonni ma, punto uno: mettersi in posizione di ascolto. Quando io vado dal medico, non sono un paziente, anzi sono molto impaziente e ansioso, le sale di attesa colme e l'incontro dottore paziente non facilita l'ascolto, pertanto fin dall'inizio dell'apertura del mio studio di psicoterapia, quelli che incontro non sono pazienti ma clienti come li chiamava il mio maestro Carl Rogers, la sala di attesa da me non esiste, non c'è attesa perché io stesso ho bisogno di spazio tra un incontro e l'altro per mettermi nuovamente in una posizione di relazione e di ascolto lui lo chiamava "a way of being" un modo di essere, un modo di rapportarsi con l'altro.

Quale è la differenza e cosa centra con il tema di nonnità di questa sera, è tutto una questione di atteggiamento, il modo di incontrare e come ci si rapporta con l'altro, cliente e non paziente, un nipote anche se cronologicamente è più giovane di me è una anima come me, una persona in cammino per crescere come dato a tutti noi di farlo, io sono più anziano solo fisicamente, nonno solo in questa vita.

Non si deve essere nonni per comportarsi da nonni, nonni non si nasce ma si diventa, la modalità di rapportare con l'altro piuttosto è quello assegnato ruolo di parentela o della tradizione o della società (o paziente o cliente) è qualcuno che mi ascolta, che offre consigli e che non impone la sua posizione di ruolo e di autorità in camice bianco o sottana nera o altri colori.

Punto due: riformulare dove necessario i ruoli. Gesù così rispose a coloro che lo resero attento al suo ruolo di figlio e fratello (Luca, Matteo e Marco) leggo la citazione di Luca cap. 8 "Ora sua madre e i suoi fratelli vennero da lui, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla e da alcuni gli fu riferito: tua madre e i tuoi fratelli sono là fuori e ti vogliono vedere, ma egli rispondendo disse loro: mia madre e i miei fratelli sono quelli che odono la parola di Dio e la mettono in pratica". I veri parenti di Gesù sono quelli che fanno la volontà di Dio.

La volontà di Dio non è la mia e tantomeno quella che noi pensiamo o imponiamo spesso. Sapere ascoltare è sicuramente il primo passo, già nel vecchio testamento leggiamo: "Zitta anima mia e ascolta". Udire e praticare con cuore, questo vuol dire anche cari nonni certe volte sapere dire di no, tutto questo per un percorso di crescita nella volontà di Dio e non io voglio, io sono, io posso, io cioè questa centralità che nel nostro tempo alle nostre latitudini in particolare è dominante, meno nei paesi asiatici dove c'è più la collettività, qui è proprio l'egocentrismo che rende difficile il ruolo del figlio, del nipote e del nonno.

I ruoli che i nonni oggi devono assumere, sono strumenti di trasmissione dei veri valori, questa è la parte principale per il resto c'è internet dove si può trovare tutta l'informazione che abbiamo bisogno. Grazie