Mi è capitato di diventare nonno

 

foto serata Breganzona, 24 novembre 2010,

Intervento di Mauro Sarasso alla serata dedicata al ruolo dei nonni.

 

"Mi è capitato di diventare nonno", questa è la frase che alcuni nonni con i quali abbiamo lavorato in questi ultimi anni hanno raccontato nel momento in cui abbiamo fatto gli incontri di formazione per i nonni ovvero per condividere le esperienze.

Ho lavorato venti anni nel comune di Malnate, ho lavorato venti anni assieme ai genitori e abbiamo fondato l'associazione genitori Malnate, oggi ho approfittato per portarvi l'ultimo giornalino che abbiamo fatto non più di un mese fa perché la festa dei nonni che abbiamo fatto che era la festa delle scuole è stata realizzata il due di ottobre in contemporanea con quella che in Italia viene chiamata la giornata dei nonni.

Il titolo della festa è stato: "Scuola incontro senza età", perché abbiamo voluto metterla all'insegna dell'incontro e lo vedete dal logo dove c'è un incontro tra un bambino e un nonno sotto il ponte di Malnate, abbiamo voluto lavorare con loro perché l'esperienza ci ha insegnato che abbiamo una grande ricchezza sul territorio, essendo presidente della consulta ai servizi sociali coordino le quattordici associazioni di volontariato tra le quali c'è ne sono tre che si occupano espressamente di nonni, una è proprio l'associazione Lena Lazzari centro culturale chiamato centro anziani dove i nonni vanno e spendono diverse ore del loro tempo facendo le cose che amano fare: ballare, scrivere, leggere, giocare a dama a scacchi e altre cose, sapevamo che all'interno di questa realtà c'erano molte risorse, con le scuole abbiamo promosso diversi momenti di incontro dove i bambini vanno ad incontrare questi nonni, imparano da loro le cose del passato e nello stesso tempo i nonni vanno nelle scuole e hanno creato un gruppo di persone che racconta le favole, racconta le vecchie storie.


Due bambini dopo aver incontrato i nonni hanno scritto questa poesia:

"Ci sono delle cose che solo i nonni sanno,
sono storie più lontane di quelle di questo anno,
ci sono delle coccole che solo i nonni fanno,
per loro tutti i giorni sono il tuo compleanno,
ci sono nonni e nonne che fretta mai non hanno,
nonni e nipoti piano nel tempo insieme stanno"
.

 

Ci sono stati dei momenti molto belli di questi racconti e hanno prodotto un quaderno che parla dell'incontro che i bambini hanno avuto con i nonni. Abbiamo scoperto che avere questi nonni che a volte non hanno nipoti o perlomeno non li hanno a portata di mano visto le situazioni di lavoro o di lontananza che hanno, avere la possibilità di raccontare quello che facevano da ragazzini significava andare a toccare delle "corde" nuove. Nel giorno della festa eravamo duemila bambini con un adesivo a forma di cuore dove c'era scritto "Tu sarai un uomo migliore se porterai un nonno nel cuore".

Questa storia è poi stata musicata da Walter Vassani che è diventato l'inno della festa dei nonni.


Un altro bambino scrive:

"Come erano fortunati i nostri nonni, giocavano spesso in gruppo, erano padroni delle strade e delle piazze senza traffico, tutti si conoscevano ed ogni bambino apparteneva ad una grande famiglia del cortile, giocavano all'aperto e l'aria che respiravano non era inquinata, anche l'acqua dei ruscelli era limpida e chiara, giocavano spesso a contatto con la natura e gli animali, usavano la loro fantasia e la loro creatività per costruire i loro giocattoli".

 

Queste cose sono state scritte perché hanno vissuto con questi nonni questo tipo di esperienza, abbiamo riportato i bambini nei cortili antichi della città e i nonni si sono immedesimati in narratori, e abbiamo visto che quando questi nonni raccontavano è come se rivivessero quella loro giovinezza, dire che erano ringiovaniti di qualche anno era dire poco, soltanto per aver incontrato questi ragazzi.

 

Sono stati momenti di trasmissione di quei valori che purtroppo solo questi nonni hanno.

Abbiamo due categorie di nonni all'interno della nostra comunità: i nonni della mia età, quelli che abbiamo vissuto la trasformazione economica e il sessantotto, quindi ci pensavamo "eternamente giovani", come dice Silvia Vegetti Finzi, e ci sono quei nonni che ormai sono più avanti nell'età e che vengono un po’ abbandonati come cocci vecchi magari in realtà dorate ma che in realtà dorate non lo sono tanto, quando noi abbiamo chiesto a queste case di riposo, ne abbiamo tre sul territorio, abbiamo chiesto se potevamo portare i nostri bambini da questi nonni, è stata una bella esperienza vedere ricostruire momenti di vita insieme, abbiamo potuto ridare due momenti di gioia ad entrambi. la festa che abbiamo messo in atto era costellata da una presa di responsabilità dei più grandicelli.

 

Nel nostro giornalino "Malnate ponte" in occasione della festa ho scritto: "E’ davvero importante festeggiare i nonni in un grande abbraccio ricordandoci quanto questa figura da ogni giorno in termini di aiuto concreto e soprattutto dal punto di vista umano alle loro famiglie a ai loro nipoti, in una società come la nostra sempre rivolta all'apparire, all'individualismo e purtroppo anche all'egoismo, celebrare la festa dei nonni è una sfida di grande portata, il lavoro di questi genitori di ieri ha richiesto e richiede grandi responsabilità e a volte senza un riconoscimento, sono coloro che si prendono cura, nutrono i loro nipoti e sono i modelli per la vita futura, sono coloro che guidano i nipoti e condividono con loro valori e indicazioni sulla vita, li aiutano a crescere e a svilupparsi, per tutta la nostra vita ricordiamo sempre l'esempio dei nostri genitori, riconosciamo la loro gioia le loro aspirazioni, i loro successi e anche i loro scoramenti perché essi hanno modellato la nostra esperienza e ci hanno donato una direzione di vita, la salute della nostra comunità dipende da sempre dalla grandezza delle nostre famiglie, per questo è fondamentale sostenere i genitori di ieri e quelli di oggi, nel reggere sulle loro spalle il peso della responsabilità di quelli che saranno i genitori di domani, è di vitale importanza aiutare i genitori di oggi onorare quelli di ieri che ci hanno aiutato ed insegnato a trasmettere ai giovani di oggi la meravigliosa esperienza dell'essere genitori, per questo è giusto restituire ai nonni tutti gratitudine e rispetto per la loro dedizione e cura, far questo come figli dei genitori di ieri ci aiuterà a chiedere ai nostri figli, i genitori di domani, di essere quelle persone che sanno restare in piedi dopo la sconfitta che sanno percorrere non il sentiero dell'agiatezza e della comodità ma quello dello sforzo e della sfida nella lotta contro le difficoltà, che sanno aver compassione per coloro che sono deboli, che sanno ridere senza dimenticarsi come si fa a piangere, che avanzano verso il futuro senza dimenticarsi del passato, che sanno coltivare l'umiltà che ricordi loro sempre la semplicità della vera grandezza, l'apertura di spirito della vera sapienza e della dolcezza della vera forza".

Questo era quello che sentivo nel cuore.

 

Una cosa che mi ha colpito durante gli incontri con i nonni è che c'è anche molta sofferenza per le difficoltà economiche di molte famiglie ma soprattutto per il dramma della separazione di molte famiglie e di conseguenza per la perdita del legame con i loro nipoti soprattutto per i nonni paterni in quanto di solito i figli vengono affidati alla madre e quindi i nonni materni sono più facilmente vicino ai nipoti mentre i nonni paterni sono più lontani.

Abbiamo iniziato tutta questa serie di iniziative sul territorio perché crediamo che valga la pena di rimettere insieme queste generazioni, aver porta i giovani dai nonni è stato un grande riconoscimento, aver portato i nonni nelle scuole è stato un grande lavoro, averli fatto giocare insieme in una festa che è durata una giornata è stata una grande soddisfazione.

Vorrei concludere con una poesia. Grazie

 

I nonni giocano con i bambini che si entusiasmano al passaggio dei treni,
guardando il cielo in uno sguardo sicuro sanno se il tempo cambierà,
i nonni sono dei giardinieri e sanno tutto sui pomodori,
passano il tempo coltivando fiori,
pregano dentro per quel mondo fuori,
i nonni insegnano senza parlare che senza amore questo mondo muore,
i nonni cercano di farci capire quale è la strada per non soffrire,
i nonni viaggiano in bicicletta e si ritrovano per un caffè,
fanno la spesa senza tanta fretta nel seggiolino ci sei proprio te,
tu sarai un uomo migliore se porterai quei nonni nel cuore perché lo sai lo sai l'amore non muore mai e tu lo sai che quegli occhi sinceri sono i bambini di ieri.