Cosa direi oggi che avrei voluto che qualcuno dicesse a noi

 

foto serata Lugano, 31 maggio 2010,

Discorso tenuto dal dott. Renè Lehmann, in occasione della "Giornata Internazionale della Famiglia" presso l'aula magna delle scuole elementari di Breganzona.

 

E’ difficile aggiungere qualcosa dopo i relatori che mi hanno preceduto, ma vorrei appunto non venire come teologo o psicologo per non essere critico, ma piuttosto vorrei toccare il tema come si diventa genitore cioè parlare un po' della mia esperienza che abbiamo vissuto: i due figli maggiori sono nati a New York nel '63  e '65 in cui c’erano queste tendenze del momento, c'era questa crisi di identità. E’ nata l'autorealizzazione, cioè i valori che avevo appreso che avevo fatto miei e che avevo utilizzato nei primi anni con i nostri figli andavano in controsenso con quello che era la moda dei tempi in America. Era necessario e obbligatorio aver letto dottor Spock la versione originale del '43 poi modificata fino a contraddire quello che era stato scritto nel '43. Siccome i nostri figli sono nati nel '63 e nel '65 eravamo proprio in mezzo a questa contraddizione.

Scegliere un maestro vivente come Carl Roger

La ragione perché ho scelto il mio maestro è per una necessità di avere un certificato di autorizzazione cantonale in Ticino per poter esercitare la professione di psicoterapeuta. Scegliere ancora un maestro vivente come Carl Roger è perchè ha introdotto un modello che oggi chiamerei "buonismo" cioè l'autorealizzazione. Molto di quello che è arrivato in Europa e si conosce anche qua è nato negli anni '40 '50 e '60 in contraddizione un po' ad un autoritarismo o a un puritanismo per andare dall'altra sponda a un buonismo cioè tutto è fattibile, i figli e le figlie non devono essere sgridati ma devono essere autorealizzati devono avere lo spazio e noi come genitori eravamo in conflitto, eravamo guardati male quando andavamo al supermercato perché nella nostra formazione nella nostra credenza i figli vanno anche disciplinati, bisogna anche essere di esempio, se sgridavamo i figli ci veniva chiesto se non avevamo letto dell'ultima moda, abbiamo vissuto dieci anni finché non siamo tornati in Europa e anche arrivati in Europa questa situazione ci ha accompagnati.

Io penso che questa sia una delle crisi che abbiamo oggigiorno, perché non abbiamo recuperato certi valori che vanno approfonditi, non è che bisogna tornare al puritanesimo o all'autoritarismo, ma questo non toglie il fatto che i figli hanno bisogno di una autorità, di un esempio, di una guida, degli spazi in cui si possono muovere, ma in questi spazi devono esserci dei limiti, se mancano questi limiti, li esasperano e se non glieli diamo, continueranno ad allargarli finché succedono le cose che stanno succedendo.

Il mio tema è: cosa vorrei aver sentito allora che vorrei dirvi oggi

Come si diventa genitori? Non c'è una scuola, non c'è un metodo, non c'è un libro ad esempio nel dottor Spock si va da un estremo all'altro e anche il suo esempio non è particolarmente brillante, ha scritto brillantemente, ma lui stesso non ha concretizzato quello che aveva scritto.

Io non vorrei parlare della mia esperienza, sono stato invitato su un tema che per me è particolarmente importante, la famiglia è il nucleo è il cuore è il futuro di questo mondo della nostra generazione e dobbiamo recuperare certe cose e quindi il messaggio che vorrei lasciarvi oggi è che non c'è una psicologia, non c'è una metodologia che può essere applicata ai figli che abbiamo perché ogni figlio è un individuo, è qualcosa di diverso, è qualcosa di unico è qualcosa che ha bisogno dei nostri errori delle nostre esperienze, deve vedere che anche noi abbiamo la capacità di correggerci, noi abbiamo fatto moltissimi errori, una volta il figlio maggiore ha chiesto: "Papà perchè tratti mio fratello diversamente da come tratti me?". E’ una domanda su cui ho riflettuto a lungo, ma oggi do la stessa risposta che ho dato allora: "Perché è un’anima diversa, ha altre esigenze, è sangue del mio sangue ma è un’anima che ha una sua identità".

Tre punti cardinali

La psicologia ha sbagliato e sbaglia ancora, ho insegnato per venti anni al Franklin College e quando chiedo ai miei studenti : "Cosa è la psiche?", la risposta ricorrente è "la mente", ma già gli psicologi non sono d’accordo tra loro, Freud dice una cosa, i comportamentisti dicono qualcosa che contraddice gli psicanalisti, Carl Roger, il mio maestro, scombussola tutto quanto, lui ritiene che basta incontrare una persona, un cliente, come lo definisce lui, con l'accettazione incondizionata dell'altro, con empatia ovvero calore e soprattutto con onestà. Nella mia lunga formazione ho cercato di concretizzare questi tre punti cardinali, quello che contrasta le mia fondamenta è che questo è necessario e sufficiente, io sono convinto che questi punti sono necessari ma non sufficienti.

Ecco il disastro degli anni sessanta settanta che bastava l'accettazione incondizionata dell'altro, bastava l'empatia, bastava abbracciarlo, dargli spazi, non guardarlo male, bastava l'onestà e prima o dopo questo interlocutore, questo cliente, questo figlio o figlia si autorealizzerebbe, cioè in lui scaturirà qualcosa interiormente che lo renderà migliore, lo correggerà perché dice lui ognuno di noi è nato come tabula rasa, una pagina bianca.

Secondo la psicanalisi, sono i nostri genitori  quelli che ci torturano, quelli che ci manipolano, quelli che ci mettono questo stress che eventualmente diventerà poi il nostro carattere e secondo loro per correggere questo disastro bisogna andare dallo psicanalista, mentre i comportamentisti dicono che è l'ambiente che influenza il figlio, cambiando l'ambiente si migliora la persona. Roger dice basta l'accettazione incondizionata dell'altro, relazionarsi con empatia ed essere congruente, perché afferma che l'uomo è nato buono, questo contraddice tutto quello che ho imparato nella mia fede cristiana: cioè noi abbiamo la possibilità di essere buoni, ma possiamo anche essere dei cattivi allora abbiamo bisogno di questi limiti non solo nella famiglia, ma anche nella società, la famiglia ha quindi bisogno una società che la incoraggi e non che derida o faccia quello che è successo a noi negli Stati Uniti. Noi siamo tornati qua pensando di ritornare alle radici invece abbiamo visto che tutto questo movimento è arrivato in Europa.

Io dico questa visione non ha funzionato, la psicologia non ha portato la risposta, la psicologia è in netto contrasto con la teologia, ma religione e psicologia vanno a braccetto, tutte e due cercano di trovare le risposte, teologia e psicologia dovranno imparare a dialogare insieme, questa sarà la sfida futura.

Grazie