La famiglia luogo della fiducia e della reciprocità

 

Giuseppe Termine Breganzona, 31 maggio 2010,

Discorso tenuto da Giuseppe Termine, in occasione della "Giornata Internazionale della Famiglia" presso l'aula magna delle scuole elementari di Breganzona.


Capita che nella coppia, dopo qualche tempo, si stemperano i sentimenti e le motivazioni che sono state alla base della decisione del matrimonio stesso. In altre parole, sbiadiscono l’amore, la fiducia, i progetti della vita e i valori condivisi, e quelle poche cose che rimangono, spesso diventano astratte e assumono poco significato.

All’interno della famiglia ci sono una molteplicità di ruoli e di sentimenti, che devono essere compresi, assimilati e maturati e soprattutto, ben interpretati: il marito deve fare il marito e il padre; la moglie deve fare la moglie e la madre; i figli i figli; i nonni i nonni; le suocere devono fare le suocere e così via dicendo. Tutti hanno un ruolo e una funzione distinta e nessuno può efficacemente sostituirsi, nel ruolo dell’altro. Una delle motivazioni principali del rifiuto della coppia ad avere figli, è l’insicurezza e l’incapacità di accettare un ruolo di sacrificio, nonché l’insoddisfazione a coprire determinati ruoli.

Un tassello importante

Idealmente ci si prepara al matrimonio attraverso un percorso di maturazione e di sviluppo del carattere e della personalità, emulando magari l’esempio dei genitori. Capita sempre più spesso che delle persone, che non hanno ancora sviluppato un sufficiente spessore affettivo, decidono di unire le loro fragilità e debolezze, senza comprendere appieno che due debolezze non fanno una forza. Viene da pensare che la crisi della famiglia sia culturale, e che le coppie siano in crisi per l’assenza di progettualità. Voglio dire che, se non c’è uno sviluppo emotivo e spirituale del singolo, e si persiste nell’individualismo e nell’insufficiente disponibilità al sacrificio e alla poca attitudine al dialogo, tutto diventa più difficile.

Proprio perché la famiglia è il nucleo fondamentale della società, i mali sociali sono spesso una conseguenza della sua crisi. La contestazione e la violenza giovanile, la droga, l’emarginazione degli anziani, hanno questa comune origine. Ecco perché una vera soluzione a questi e ad altri problemi, può venire solo come conseguenza di una "rinascita della famiglia". Nella coppia l’amore non è solo qualcosa che c’è dato, ma qualcosa che dobbiamo costruire. Non dobbiamo dimenticarci che la famiglia è la vera spina dorsale della società, in quanto accoglie la vita, educa i figli, forma l’uomo, garantisce il ricambio generazionale, fa da ammortizzatore sociale e tante, tante altre cose.

Ciò che è più prezioso

Voglio iniziare la mia esposizione con due aneddoti, il primo su Cornelia dei Gracchi, matrona romana, del II secolo a.C., famosa per essere stata la madre dei Gracchi. Figlia di Scipione detto l’Africano, che vinse contro i cartaginesi, donna colta e di animo forte, fu madre di molti figli. Si riferisce che, rimasta vedova ancora giovane, avesse rifiutato di sposare il faraone d'Egitto, per consacrarsi all'educazione dei figli, si racconta che come risposta, a delle matrone che ostentavano i loro gioielli, disse: "Ecco questi sono i miei gioielli più preziosi", mostrando i suoi figli Tiberio e Gaio. Cornelia dei Gracchi per le sue virtù di moglie e di madre è citata da Dante Alighieri nella Divina Commedia, nel Limbo, tra gli Spiriti Magni.

Nel secondo racconto, vediamo invece un marito, che ad una precisa domanda di sua moglie, ha l’opportunità di dare tre risposte dal contenuto molto diverso. Ecco il racconto: Il marito arriva a casa e dice alla moglie: "Cara, prepariamoci e usciamo, voglio farti una sorpresa per il ventesimo anniversario del nostro matrimonio". La conduce in un bel negozio di abbigliamento e la invita a scegliersi un abito da sera. Usciti dal negozio, la conduce da un gioielliere e le chiede di scegliersi un bel paio di orecchini d’oro, che lei aveva visto in vetrina qualche tempo prima, e le piacevano tanto. Infine s’incamminano per andare nel ristorante dove avevano fatto il pranzo di nozze e trascorrono insieme una serata romantica.

A questo punto lei molto emozionata, per tutte le attenzioni ricevute dal marito, gli chiede: "Caro perché fai tutto questo?" E il marito, con voce calma, le risponde: "Lo faccio, perché mi lavi e stiri i vestiti, pulisci la casa, fai la spesa e mi prepari da mangiare". Un’altra risposta sarebbe potuta essere: "lo faccio perché sei mia moglie, è mio dovere non farti mancare nulla, sono una persona rispettabile, inoltre, sei la madre dei miei figli". Infine, la terza risposta, che nasce dal cuore: "lo faccio perché ti amo moltissimo, perché stai facendo di me l’uomo più felice del mondo, perché sei la cosa più straordinaria che abbia incontrato nella mia vita, perché dai un senso profondo e compiuto alla nostra vita. Io desidero prendermi cura di te e del nostro amore. Sogno di vivere la nostra vita, uniti per sempre, sogno di crescere i nostri figli con amore con te, ed essere circondati dai nostri nipotini". Credo che questa risposta, sia la risposta che ogni donna vorrebbe sentirsi dare. Sicuramente i suoi occhi brillerebbero, poiché sarebbero pieni di lacrime di felicità. Parole come queste danno fiducia e sicurezza.

L’amore non può dare i suoi frutti se c’è squilibrio, non può esserci uno che da e uno che riceve, ma entrambi investono e sono partecipi responsabilmente all’armonia del rapporto, in modo semplice e naturale. Amare il proprio coniuge, vuol dire riconoscere a vicenda la bellezza che c’è nell’altro. I gesti, le parole che rivolgiamo al nostro coniuge, devono uscire dal cuore, perché solo il cuore, procede senza calcolo. Chi ama non pretende niente in cambio della sua generosità, perché neanche la considera tale, e cerca innanzitutto di preservare la felicità di chi ha accanto. Tutti i rapporti hanno i loro alti e bassi, l’importante è che ciascuno riesca responsabilmente a mantenere un equilibrio, una libertà interiore e una profonda comprensione dei limiti dell’altro, e se saremo capaci di fare questo, con costanza, allora saremo sulla buona strada.

Erich Fromm ha scritto: "Il vero amore, tra l’uomo e la donna è un’attitudine, un orientamento del carattere, una disposizione interiore, un modo di porsi in essere con l’altro".

Un modello di famiglia

Parlare di famiglia e riflettere su come promuoverla è già compiere un’opzione di valore a favore delle relazioni umane, della necessità di tutelarla sotto il profilo personale e sociale, dell’opportunità di proteggere e stimolare ciò che essa genera nella società. In questo senso è un capitale sociale, il luogo sorgivo della fiducia, della reciprocità e dell’apertura agli altri, dove s’impara la fiducia verso il prossimo, dove s’impara a mediare, dove s’impara ad ascoltare ed a essere empatici, a realizzare scambi di tipo simbolico, tra sessi e generazioni. In essa si coopera per fini comuni, per raggiungere un bene sovra-individuale.

La storia delle civiltà segue un suo percorso di crescita con sviluppi, espansioni e progressi. Come nel campo dei saperi e delle arti, come la scienza e la tecnica, in cui la crescita è stata progressiva, con punti di eccellenza situati in epoche diverse, risultati che a volte sembrano inarrivabili ai posteri: quanti hanno eguagliato il pensiero di Socrate, Platone e di Aristotele, Buddha, Confucio, o la scultura di Michelangelo, l’abilità manuale di alcuni artigiani? E quante scoperte, quante competenze hanno accresciuto il sapere collettivo. Tutti restiamo incantati dal non comune amore per la vita di Madre Teresa, o dello straordinario messaggio di amore di Gesù.

La maturità spirituale è il punto più alto nel percorso umano. Il relativismo, l’indifferenza e lo scetticismo di oggi, come di ieri, non sono una teoria generale e assoluta della vita, non spiegano le nostre radici o il nostro destino, non spiegano l’essenza della vita o di Dio o dell’anima, piuttosto sono la tomba della civiltà.

Oggi in nome della libertà e dei diritti civili si vogliono promuovere modelli alternativi di famiglia, tra cui quello tra persone dello stesso sesso. Questi modelli sono contrari alla natura dell’uomo, sono contrari al concetto di famiglia insegnato da tutte le religioni del mondo. Ma soprattutto questo modello, non è quello che un genitore sogna per i suoi figli. Questo modello conduce la specie umana all’estinzione. Ogni genitore nell’intimità del suo cuore aspira a diventare nonno, e vedere così perpetuato, a 360 gradi, il suo titanico investimento di amore e di tanto altro, nell’avvicendarsi delle generazioni.

Se è giusto che lo stato tuteli i diritti individuali di queste persone, non è altrettanto opportuno che queste unioni vengano omologate alla stregua di famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna. Esistono ampie prove che il deterioramento della famiglia, contribuisce al declino della società. Quando il relativismo tracima dal suo ambito e deborda, facendosi dogma e schema totale di vita, fino a generare come ai nostri giorni conformismo e perfino intimidazione, verso chi sostiene percorsi d’integrità intellettuali e morali, allora dobbiamo preoccuparci. I sociologi ritengono che la famiglia sia il cardine, la radice della società, e credono che il sistema famiglia fornisca le fondamenta dalle quali le culture e le civiltà sono emerse.

Il sogno di una famiglia armoniosa

Il matrimonio e la famiglia sono la prima pietra per qualsiasi società, in Svizzera cosi come in Cina o in Messico. Nel mondo si è giunti a un punto pericoloso, e si rischia di smarrire queste nobili tradizioni e valori. Il divorzio e le separazioni hanno raggiunto livelli molto alti, il problema dei giovani è diventato un mal di testa per gli educatori. Il problema della famiglia sta diventando un salasso in ogni nazione, sia socialmente sia economicamente.

La riscoperta della famiglia deve iniziare da un aspetto più interiore. Bisogna riportare Dio nella famiglia, in accordo ai diversi principi e convincimenti insegnati dalla propria religione. È una priorità. Le diverse tradizioni religiose non devono solo tollerarsi, ma celebrare insieme agli altri, ciò che ci rende davvero unici: ovvero amare Dio con tutto il nostro cuore, e amare il nostro prossimo, con tutto noi stessi, in particolare i più deboli e i meno fortunati, e vivere la fedeltà coniugale e la purezza sessuale. Per questo credo dobbiamo orientare il nostro interesse e quello dei nostri figli verso quei Valori Assoluti che non seguono le tendenze del momento. C’è un proverbio nel sud dell’Italia, che dice: "il più bel regalo che un padre possa fare ai suoi figli è amare profondamente la loro madre, e il più grande rispetto che si possa portare ai propri suoceri è amare e onorare la loro figlia".

La famiglia è la scuola d’amore per eccellenza! Essa è la prima agenzia educativa! Nella famiglia si sviluppano le relazioni più profonde che ci elevano e ci fanno diventare Tempio e Sede dell’amore. Nella famiglia si sviluppano l’amore filiale verso i genitori, l’amore tra fratello e sorella, l’amore tra marito e moglie, l’amore di genitori e l’amore di nonni. Nella famiglia si cresce e s’impara a essere accoglienti, solidali, empatici e altruisti. L’essenza stessa della vita è la famiglia.

Il sogno di "una famiglia armoniosa" non è solo il sogno di un uomo e di una donna, di una religione, o dell'intera umanità, è sopratutto il sogno di Dio.

La famiglia come già detto, è la prima pietra su cui poggia la pace. La famiglia è universale, non importa di che razza sia, di che religione sia, di che nazionalità possa essere, noi siamo tutti frutti di una famiglia. Nella famiglia si sviluppano le relazioni più profonde, per descrivere le nostre relazioni con gli altri, sopratutto con le persone che più sentiamo vicine, spesso diciamo "quella persona è come mio padre, mia madre, mia sorella, mio fratello, mio figlio/a, mio nonno, mio zio". Perciò la famiglia è senz'altro la scuola dell'amore per eccellenza, dove, noi impariamo ad amare tutta l'umanità. La famiglia educa le persone a relazionarsi con gli altri in modo disinteressato, la famiglia è un luogo dinamico di responsabilità reciproca, che costituisce una scuola senza fine.

Diciamo che il matrimonio è un atto di costruzione, l’apice, dove un uomo e una donna costruiscono il loro amore. Partendo da questo legame spirituale e fisico, le coppie diventano genitori, e danno il meglio di loro stessi e donano le loro risorse per coltivare e crescere i propri figli. In altre parole, essere genitori è come possedere un cuore che va al di fuori del proprio corpo. L’amore dei genitori per i figli è una caratteristica umana comune, che si trova nel corso della storia in tutti i popoli e culture.

L’amore più puro di vivere per gli altri

Un’estensione straordinaria dell’amore dei genitori è l’amore dei nonni per i loro nipoti, che come ha detto Abraham Maslow: "E’ l’amore più puro di vivere per gli altri". I nonni sono la fonte inestimabile del radicamento per un bambino. È stato osservato che i bambini che hanno relazioni con i loro nonni sono più fiduciosi e più calmi di quelli che non hanno questa relazione.

I nonni sono il legame con tutto ciò che è successo prima, e danno un senso di continuità e di rassicurazione. I nonni aiutano i bambini a conoscere com’era la vita prima che loro nascessero, i bambini capiscono da dove provengono e il genere di persone da cui sono nati. Sono il legame alla catena della storia famigliare. Il cuore dei nonni ha un innato bisogno di dare. Possiamo ribadire che i modelli di relazione appresi nella famiglia si riversino poi nelle relazioni sociali, influendo sulla comunità. La psicologia moderna sostiene che già nelle prime interazioni con i genitori, il bambino forma dei "modelli operativi interni".

Il Dott. Sun Myung Moon, fondatore della Federazione Universale per la Pace, spiega che "l'amore e il rispetto verso gli altri non è soltanto percezione, ma è sopratutto un’azione continua e coscienziosa che iniziamo, per la felicità e il benessere del proprio partner o di altre persone. Questo criterio è in grado sia di elevarci sia di trasformare le nostre vite". L'impegno matrimoniale è promessa di fedeltà alle emozioni, e all'esclusività della relazione sessuale, e tutto ciò ci dà l'opportunità di sperimentare una connessione interpersonale immensa. Il matrimonio e la famiglia ci aiutano ad assumere responsabilità per le nostre azioni e i nostri pensieri. Termino questo mio intervento con una massima di Aristotele che disse: "L’amore è una stessa anima in due corpi".

Grazie