Report incontro pubblico IRFF in Valtellina

Pubblico03 giugno 2017 Tresivio (Valtellina)

Come soci e amici dell’IRFF ci siamo trovati verso le 18:00 di sabato 3 giugno, per condividere un momento comune prima della manifestazione pubblica. Abbiamo mangiato la pizza e pianificato quello che la stessa sera avremmo svolto al Santuario Santa Casa di Tresivio e quello che avremmo fatto il giorno dopo nella visita della Biblioteca e del Palazzo Besta di Teglio.

L’incontro pubblico con la presenza dei cori è giunta alla sua 4° edizione ed è iniziato alle 20:30. Abbiamo trascorso la serata in compagnia del Coro Bernina di Sondrio che è il soggetto propulsore di questa iniziativa, il Coro Zimmer Frei di Talamona e di una ottantina di ospiti intervenuti a questo incontro. Come sempre il luogo molto spettacolare (la Cripta sotto il Santuario) ci ha permesso di passare un delizioso momento.

Martina ha introdotto brillantemente l’incontro e tra l’esibizione di un coro e l’altro ho potuto presentare alcuni componenti del consiglio direttivo dell’IRFF e introdurre il lavoro che stiamo facendo.

Sintesi del discorso: Ognuno di noi ha un proprio desiderio di altruismo. Poterlo tradurre in pratica non è sempre facile. Ci vuole impegno e costanza. Guardiamo i coristi: se prendiamo ognuno di loro individualmente non riuscirebbero a portare tanta bella tonalità e armonia. Siamo d’accordo che è meglio soli che mali accompagnati, ma da soli facciamo poco. È quando riusciamo ad unirci che otteniamo dei risultati e questo è il messaggio che questi coristi oggi ci trasmettono.

Attuare qualcosa per gli altri significa intercettare dei bisogni e riuscire in qualche modo a soddisfarli. Nel nostro caso come Associazione riteniamo la famiglia la cellula più importante della società e, nel nostro piccolo, desideriamo sostenerne la parte più debole: i figli. Non si riesce a capire il motivo che alcuni genitori possano abbandonare i propri figli. Senza giudicare nessuno penso sia la cosa più dolorosa e brutta che una persona possa fare. Alcuni abbandonano i propri figli temporaneamente come facevano e fanno anche i nostri connazionali per andare a cercare lavoro all’estero, ma in Moldavia purtroppo alcuni abbandonano i loro figli e non fanno più ritorno.

Il nostro obiettivo è quello di cercare dei sostenitori che a distanza possano prendersi cura di questi ragazzi versando 20 € al mese. Poi se esiste il desiderio, il donatore può recarsi sul posto e capire meglio la situazione. L’associazione IRFF-Italia segue questi ragazzi attraverso l'organizzazione IRFF Moldava. Ecco il motivo per cui noi ogni anno organizziamo una spedizione umanitaria in questo paese, ultima fatta nel mese di aprile di quest’anno. Il nostro scopo è di verificare la situazione oltre a quello di non arrivare a mani vuote. Approfitto di questa occasione per ringraziare Tiziana ed il suo valido gruppo di collaboratrici di Tresivio, che sostengono questi ragazzi sfortunati raccogliendo materiale specifico di tipo didattico e igienico sanitario. Se c’è qualcuno che vuole collaborare, può mettersi in contatto con loro.

Dal 2010 per 4 anni consecutivi abbiamo inviato alcuni giovani studenti in Moldavia e nel 2015 abbiamo organizzato un progetto per un gruppo di ragazzi scout che hanno trascorso una decina di giorni insieme a questi bimbi. Questa estate, dal 23 luglio al 3 agosto saranno 21 i giovani guidati dalla cooperativa Valdocco di Torino che vivranno un’esperienza simile. Altri progetti sono quelli delle Borse di Studio per studenti Moldavi, a cui va il ricavato del nostro incontro e momenti di sensibilizzazione nelle scuole primarie Italiane.

Conclusione finale con un meraviglioso spuntino offerto presso l’oratorio di Tresivio dal gruppo Tiziana - Patti e collaboratrici.

L'introito della serata, a cui si aggiungerà il contributo del Coro Bernina saranno destinati per il Progetto Borse di Studio per studenti Moldavi.

Un ringraziamento particolare va al Coro Bernina che sostiene da 4 anni questa iniziativa ed il parroco Augusto Bormolini per la gentile concessione della Cripta Santa Casa.

Un saluto a tutti
Sergio Valgoi