Report Spedizione Umanitaria 2017

Gruppo orfanotrofio ChisinauMoldova, 3 - 6 aprile 2017

Carissimi sostenitori e amici, eccoci qui a cercare di raccontarvi alcune cose della nostra 22° Spedizione Umanitaria in Moldova. Devo dire che all’inizio eravamo un po’ preoccupati perché vedevamo arrivare pochi pacchi personali, ma dopo, anche a seguito della nostra conferenza del 12 marzo a Milano le cose sono nettamente migliorate. Unica nota da ricordare per il prossimo anno è quella di cercare di arrivare per tempo: alcuni pacchi sono arrivati gli ultimi giorni e tre a carico già partito. Fortunatamente siamo riusciti a caricarli su un altro vettore. Chi di voi è iscritto alla nostra pagina di facebook avrà visto le foto che giornalmente mettevamo e che mostravano le nostre attività.

La situazione della Moldavia, paese prevalentemente agricolo è piuttosto critica: il mercato con la Russia è diminuito molto e quello verso l’Europa ha molte criticità dettate dalle strette indicazioni a cui si devono attenere i prodotti. Ci si trova di fronte a grandi divari del livello di vita delle persone: nella capitale per esempio si vedono diverse auto dal valore di svariate decine di migliaia di € e lì vicino abbiamo chi fa il mercato sulla strada impolverata cercando di vendere i propri abiti o qualche cianfrusaglia di valore molto discutibile. Nei villaggi la situazione è di abbandono. A Bujor abbiamo iniziato il progetto nel 2012, paese di circa 3000 abitanti, allora erano 400 i ragazzi che frequentavano la scuola dell’obbligo, ora sono meno di 200. Il Presidente Moldavo IGOR DODON è filo russo, ma il parlamento e filo-europeo. Le prossime elezioni del parlamento saranno tra un anno: alcuni prevedono un ulteriore spostamento verso la Russia. Il giorno 5 aprile mentre noi eravamo a Balti c’è stata una grande manifestazione di piazza dove i professori delle scuole hanno manifestato per la situazione economica disagiata. Ho saputo che diverse persone che avevano partecipato a questa manifestazione erano stati reclutati dalle campagne e pagati 200 lei, (20 lei / 1€). Conosco persone che fanno il mercato per strada e cercano di vendere loro prodotti. Diversi hanno già pagato multe salate.

Il programma IRFF di questi giorni, era stato discusso via Skype ma è stato ulteriormente vagliato nella mattinata del primo giorno ed in questa occasione siamo entrati nel merito di come va la situazione del progetto. La gestione VALENTIN-GALINA, i responsabili IRFF_MD funziona bene. Ci siamo accordati che il nostro sostegno economico per il loro lavoro in Moldavia rimane anche quest’anno uguale all’anno scorso. Siamo entrati nel merito di alcune situazioni personali riguardanti casi di ragazzi particolarmente vulnerabili, malati fisicamente o che avessero altri problemi. Terremo monitorate le situazioni cercando di intervenire nei casi più gravi.

L’incontro con la Pretura di Chişinău. Vittoria il Direttore del dipartimento di protezione dei bambini ha ringraziato del lavoro che stiamo facendo: "siete un validissimo aiuto per tante famiglie". Purtroppo negli ultimi 6 mesi la Sig.a Vittoria ha avuto dei lutti in familgia ed era ancora affranta da questi fatti spiacevoli. Lei ci ha detto che per loro non è difficile trovare persone che hanno bisogno: la difficoltà sta nel scegliere chi poter e dover aiutare. Ho fatto presente l’intenzione, emersa nell’ultimo incontro fatto a Milano, di valutare se organizzare degli scambi di know_out (conoscenze nel campo dei minori e delle situazioni familiari) tra l’Italia e la Moldavia. Loro hanno espresso grande apprezzamento per questa idea, vedremo se nel tempo troveremo le energie per attuarla.

Controllo dei pacchi arrivati al magazzino ci ha tranquillizzato. Tutto era arrivato ed era a posto, anche gli ultimi tre pacchi spediti il sabato 1 aprile.

Distribuzione pacchi a Chişinău. La bella sorpresa è stata quella di fare ciò proprio all’interno dello stesso orfanotrofio, ora trasformato in una scuola diurna, dove per anni abbiamo incontrato tanti bambini. Tra di voi c’è sicuramente chi si ricorda di questo luogo. Ci hanno riferito che l’intenzione è quella di trasformare quest’area (circa 1 km / q) in un centro sportivo, ma questa è una cosa che sento da anni, e la mia impressione è che mancando i soldi, nessuno a livello pubblico, per ora farà qualcosa. In che stato abbiamo trovato questo luogo? Grandi spazi dove un tempo c’erano dai 500 ai 700 bambini, praticamente vuoto. L’erba intorno agli edifici e vicino al campo sportivo è alta e secca: nessuno si sta prendendo cura di questo posto. I ragazzi che ora vanno a scuola, occupano solo uno stabile e quando escono vanno alla loro casa. In questo ambiente noi abbiamo incontrato i ragazzi del progetto IRFF. Abbiamo parlato con loro, scherzato, distribuito i doni e poi siamo andati insieme a mangiare la pizza. Chişinău ha circa 700 mila abitanti e noi stiamo aiutando una sessantina di ragazzi del quartiere della botanica, che ha circa 300 mila persone.

Visita alle famiglie. Due genitori che hanno due figli ne ha preso altri cinque in affido. Ricevono per ogni bimbo 23 lei al giorno fino a quando questi bimbi non troveranno una soluzione migliore. Quando vivevano negli orfanotrofi lo Stato dava 30 lei al giorno per ogni bambino. Abbiamo trovato questa famiglia molto seria ed affidabile e due di queste bambine in affido, le sorelle TURCAN, rientrano nel nostro progetto. Erano così felici di vederci ed i loro sorrisi e grande era la loro disponibilità a mostrarci le varie cose. Da questa visita abbiamo rafforzato l’idea di come il processo sicuramente lungo e difficile di chiusura degli orfanotrofi sia inevitabile e giusto. La strada di cercare di dare a questi ragazzi una famiglia è corretta. Poi abbiamo visitato la casa di quattro fratelli rimasti orfani dove i più grandi hanno preso responsabilità per i più piccoli. Vivono in un miniappartamento fatto da un locale, da una terrazza dove hanno ricavato una specie di cucina e da un bagno. Vicino hanno un altro locale molto trasandato che avrebbe bisogno di grandi riparazioni. Galina ci ha detto che con una cifra di circa 2.000 € questi ragazzi potrebbero veramente ricevere un grande aiuto e lei si impegnerebbe a ricercare altrettanti soldi per aiutarli. Valuteremo se esiste questa possibilità di sviluppare questo progetto, dopo aver ricevuto un chiaro preventivo dei lavori necessari.

Alla sera siamo andati a mangiare insieme alla famiglia di Ilfat. Ve o ricordate? Lui è il marito di Lilia, la responsabile IRFF rimasto vedovo con 4 figli. Per Lui avevamo fatto una raccolta fondi l’anno scorso e questo gli aveva permesso di trascorre con la famiglia un periodo presso i suoi genitori che sono nel Kazakistan. Ilfat ha trovato un lavoro, ma questo non è sufficiente per far sì che possa vivere con i propri figli. Costoro infatti vivono con sua suocera e Ilfat può andare a trovarli due volte alla settimana. Non è una bella situazione ma purtroppo questa è la realtà. Questa serata Ilfat aveva con sé Arthur il più grande di 9 anni, Alia che ha 7 anni e Milane che ha 3 anni. L’altro figlio era rimasto a casa. Milane all’inizio non dava la manina a nessuno, stava molto appiccicata a suo papa ed il suo visino esprimeva molta diffidenza. Col passare del tempo abbiamo cercato di farla sorridere ed alla fine questa bimba sorrideva felice e contenta di aver potuto passare una serata con persone amiche.

Il progetto a Balti da quest’anno entra in una nuova fase molto positiva. Abbiamo avuto un incontro con Veronica Munteanu della Pretura di Balti. La persona con funzioni simili a quelle di Vittoria per Chişinău. Con Veronica e la sua assistente Elena, abbiamo stabilito le basi dell’inizio di questa nuova collaborazione tra la IRFF e questo Dipartimento della protezione dell’infanzia. Come diceva Salvatore nella sua lettera riflessione qui a Balti abbiamo trovato una determinazione propositiva nel concetto di aiuto solidale. Queste le parole molto positive della Sig.a Veronica: "è importante portare aiuto verso i più deboli, ma questi non devono aspettare sempre e solo questo. No noi dobbiamo educare le persone a capire che questo aiuto arriva per un certo periodo di tempo ma poi non c'è più e quindi devono darsi da fare per migliorare da sé la propria situazione".

L’incontro con i bambini di Balti è stato preceduto da una visita agli spazi dove una volta anche qui cerano 300-400 ragazzi. Ora ne sono rimasti una ventina che riceve oltre che l’aiuto dallo Stato anche il sostegno dall’Italia. C’era un ragazzo che mi ricordavo di aver incontrato l’anno scorso, Eugen e che non è ancora inserito nel progetto della IRFF. Questo ragazzo ci ha colpito in un modo particolare perché sapevamo che era orfano e che aveva avuto diversi problemi. Di lui hanno raccontato che quando entrava in crisi batteva la testa contro il muro per sfogare la rabbia che lo assaliva. Tre volte hanno cercato di adottarlo ma lui è sempre ritornato in Orfanotrofio e questa la dice lunga sulle difficoltà che ha questo processo di integrazione e aiuto di questi ragazzi. Prima di iniziare la distribuzione lui aveva intuito che non era nella lista e arrabbiato voleva andare via dall’istituto. Vista questa situazione lo abbiamo subito coinvolto eleggendolo immediatamente come nostro aiutante, dicendogli che ci avrebbe dovuto aiutare nella distribuzione dei pacchi. Questo fatto l’ha messo tranquillo e lo ha rasserenato. La distribuzione dei pacchi è avvenuta come al solito: la direttrice chiamava i ragazzi, io cercavo il pacco a lui destinato, Salvatore faceva la foto ed un piccolo filmato che cercheremo di farvi avere via mail e Erminia segnava le informazioni sulla lista. A seguire poi siamo stati nella mensa e qui abbiamo offerto a tutti una buona pizza.

L’incontro con la realtà di Bujor come al solito ci ha visto incontrare il sindaco e l’assessore ai servizi sociali a cui abbiamo donato la colomba pasquale proveniente dall’Italia. Abbiamo poi condiviso la pizza insieme e poi distribuito i pacchi dono. Per chi non è venuto mai a Bujor può sembrare strano vedere queste persone che aspettano in silenzio il loro turno per ritirare il pacco, così fermi ed immobili come se il tempo si fosse fermato. La visita nelle case è stata come sempre un’esperienza toccante. Qui veramente il tempo sembra essersi fermato a come eravamo in Italia 70 anni fa: gli animali a fianco della casa quasi a condividere le stesse situazioni, il pozzo per l’acqua che pur pescando ad una certa profondità non può non essere in parte inquinata dagli scarichi a fondo perso

L’incontro con gli studenti che hanno ricevuto la borsa di studio di 600 € cadauno. Per l’occasione siamo stati insieme a loro condividendo il pasto serale. Ci hanno raccontato un po' le loro vicende ma alla fine tutti hanno espresso il desiderio di andare via dalla Moldavia nel momento in cui avrebbero finito i loro studi. Con i soldi che abbiamo dato loro sono riusciti a superare diverse difficoltà economiche e di tutto questo loro hanno espresso gratitudine ad ognuno di voi. Tutti noi presenti abbiamo potuto verificare l’assoluta validità di questo progetto giunto con alcune difficolta alla sua quarta edizione: 6 studenti per il 2012-13, con un importo di 3600 € e altri 6 studenti per il 2014-15, con un importo di 3600 €, 3 studenti per il 2015-16, con un importo di 1800 € e 3 studenti per il 2016-17, con un importo di 1800 €.

Colgo questa occasione per ringraziare profondamente ognuno di voi per il sostegno a questo progetto che spero possiamo continuare insieme in aiuto di questi ragazzi/e.

Con gratitudine e grande amicizia un caloroso Augurio di Buona Pasqua a voi ed alle vostre famiglie.
Sergio, Salvatore e Erminia, tutti i soci IRFF-Italia e Moldova e tutti i ragazzi/e sostenuti e distanza.


Riflessioni esperienza in Moldova 2017

siamo da poco rientrati nel nostro paese dopo aver vissuto cinque giorni in Moldova in occasione della spedizione umanitaria 2017, la 22° per l'IRFF e la terza esperienza per me. In questa terza occasione ho avuto anche la presenza di mia moglie, ne avevamo parlato in diverse occasioni e finalmente abbiamo potuto vivere l'esperienza insieme. Questa esperienza ci aiuta anche nella nostra relazione di coppia, nella cura dei nostri figli, e anche nella nostra esperienza di sostenitori a distanza.

Come nelle esperienze degli anni scorsi, partecipare alla spedizione umanitaria è sempre una incredibile occasione di vivere emozioni "forti", anche se per pochi giorni diventa quasi un toccare con mano la realtà di bambini, famiglie, istituzioni e paese intero. Paese generoso e allo stesso tempo vulnerabile, paese che cerca una via per risollevarsi dalle condizioni di disagio, paese che soffre e che spera.

La cosa che mi colpisce sempre e a cui non posso restare indifferente è lo sguardo dei bambini ma anche degli adulti, attraverso i loro occhi ho potuto vedere anche io cosa vuol dire vivere in condizioni veramente disagiate, dove nemmeno i bisogni primari sono realmente soddisfatti, dove la carenza di affetto è così tangibile, certo non posso provare cosa provano veramente queste persone, posso solo immaginarlo. Mi consola un po' il fatto che ho potuto conoscere qualche famiglia dove c'è la madre e anche il padre, dove nonostante la condizione di povertà almeno c'è il calore della famiglia, ho apprezzato molto la volontà della famiglia che abbiamo visitato, famiglia che ha scelto di ospitare quei sette bambini di cui due del nostro progetto. Spero che i giovani che escono dagli orfanotrofi trovino sistemazione in famiglie di questo tipo.

Non posso dimenticare il contatto diretto con alcuni di questi giovani, anche se non parliamo la stessa lingua si riesce a comunicare lo stesso, e grazie a Galina e Valentin abbiamo potuto capire meglio molto delle vicende personali e della situazione in generale. Mi rincuora il fatto che alcuni attraverso la borsa di studio possono proseguire negli studi, raggiungere una formazione e magari avere qualche possibilità di trovare lavoro.

Un'altra cosa che ritengo positiva e importante di questa esperienza è il cambio di mentalità delle istituzioni, nelle parole dell'assistente sociale di Balti mi è piaciuto quando ha parlato del fatto che è importante ricevere l'aiuto da persone come noi ma questo aiuto non deve essere inteso un aiuto all'infinito ma circoscritto per un periodo di tempo, periodo di tempo in cui il giovane deve essere anche educato a prendere responsabilità per la sua vita. Mi rendo conto che a parole sembra semplice, ma spero che piano piano si riesca ad aiutare veramente questo popolo.

Un saluto di cuore. Salvatore